Le piccole e medie imprese del Regno Unito investono nel futuro e HSBC, il gigante bancario che in Inghilterra conta 14,5 milioni di clienti e 32000 dipendenti, crede nelle imprese, in particolare in quelle che vogliono sviluppare su più sedi con il sistema del Franchising.

Sviluppare in Franchising in Gran Bretagna durante il Covid-19

In un momento difficile come quello della Pandemia in corso, le imprese e i diversi business territoriali sono tra quelli che si stanno trovando maggiormente in difficoltà. In tutto il mondo, non solo in Italia, è un momento di grande sfida per gli esercizi commerciali, molti dei quali non vedranno l’alba dell’estate o del nuovo anno.

Secondo quanto riportato in un articolo di Elite Franchise Magazine, che si occupa di diffondere informazioni sul franchising in UK, in un momento storico come questo, in cui in Inghilterra le imprese si stanno riprendendo dalla crisi sanitaria, HSBC ha di fatto avviato un’operazione senza precedenti, che si unisce a quella di 15 miliardi di sterline stanziati per le PMI di tutto il Paese.

Banche e franchising in UK: i dipartimenti specializzati nello sviluppo in UE e USA

HSBC che, come altre grandi banche internazionali, ha una sua divisione dedicata al mondo del Franchising (cosa che ancora manca nel contesto italiano, in cui i franchising vengono gestiti per lo più come startup e non vi è una differenziazione di attenzioni tra franchisor e franchisee che vuole affiliarsi a un determinato business) nell’articolo parla attraverso la voce dell’Head of Franchise at HSBC UK, che afferma quanto il 2020 sia stato difficile per i business di qualsiasi settore. Il Franchising, secondo Andy Brattesani, “is a great route towards expansion for an established, successful business looking to grow.” 

Il franchising come possibile strada di sviluppo per i business che vogliono crescere: il caso inglese

Brattesani aggiunge anche che in UK “Franchising hasn’t got the exposure it deserves, while opportunities in franchising are varied. Our £500 million fund will help businesses to develop, grow and drive investment.” 

Si tratta di in un paese che ha un numero importante di attività multisede, moltissime sotto il cappello del Franchising. I numeri parlano chiaro: nel settore sono impiegate oltre 700 mila persone per un contributo all’economia britannica di 17 miliardi di sterline (dati BFA, British Franchise Association). Pare che nel Regno Unito siano in particolare i giovani ad avvicinarsi a questo tipo di business, per loro allettante, flessibile e comodo. Le imprese, inoltre, di ogni settore, chiedono a banche come HSBC di diventare più flessibili e più propositive nel rilancio e nella ricrescita del mercato, in vista di un 2022 che pare, per la prima volta dopo mesi, sia il vero momento di rilancio per le attività produttive, almeno in Gran Bretagna.

Franchising in UK: opportunità di business

Cosa significa diventare più flessibili, nel mercato oltremanica? A ben vedere, pare che ciò implichi il chiedersi quali saranno le vere opportunità e dove si potranno trovare le soluzioni che, costi-benefici, avranno più potenziale di sviluppo. Chiederselo oggi e sostenere queste imprese è forse l’unica soluzione veramente proattiva in un mercato che sta cambiando ma che, comunque, per sostenersi, ha bisogno di azioni di coraggio, senza follia.

Analizzare il mercato e il contesto

HSBC, come interlocutore fondamentale del contesto economico britannico, e come dovrebbero fare la gran parte delle aziende, ha lanciato un’analisi di mercato per comprendere il punto di vista delle imprese in questo momento così delicato. Dai risultati emersi nella ricerca, “HSBC shows that 62% of UK companies intend to increase investment in their businesses over the next year. This study highlights that investment is likely to focus on four fundamental areas: employee well-being; customer experience; cash flow/capital management; and security.” come cita Elite Franchise. 

I Franchising dovrebbero puntare su clienti e dipendenti

Le aziende sono pronte a investire, insomma, e lo faranno in alcuni ambiti che, per il Nostro Paese, volendo portare al di qua delle Alpi l’esempio inglese, sono forse più nuovi che per altri, a voler fare un confronto: 

  • benessere dei dipendenti
  • esperienza del cliente
  • flusso di cassa / gestione del capitale
  • sicurezza.

Se gli ultimi due punti possono essere visti come “scontati” nel panorama odierno, non lo sono altrettanto i primi due, che in ambito franchising portano a riflessioni estremamente importanti. In Franchising Strategy lo sappiamo e il nostro metodo di marketing per franchising tiene conto sia del cliente finale che del franchisee e del suo benessere

La vera domanda per un franchisor, infatti, dovrebbe essere: il mio affiliato è da considerarsi alla stregua di un dipendente o di un cliente? Nel momento in cui diventa un partner di sviluppo, ma allo stesso tempo compra i miei servizi o il mio know how, in che posizione si trova? Le strategie di marketing interno, talvolta, infatti, non sono sufficienti, con l’entrata in campo dell’importante aspetto economico legato all’affiliazione. Non lo sono in particolare in un momento storico come questo, con le serrande abbassate e i mancati introiti dei punti vendita delle reti.

Lavorare su questi aspetti sembra essere la chiave, in un territorio che già vede buone prospettive per il 49% delle aziende entro fine 2021. Lo studio di HSBC, infatti, evidenzia come il 79% delle aziende si aspettino di tornare a livelli pre pandemia entro fine 2022, ma quasi il 50% ha già buone sensazioni per l’anno in corso.

Opportunità di sviluppo in Franchising nel Regno Unito: perché ne vale la pena

Per il Regno Unito, riprendendo ancora una volta il BFA, nella figura di Pip Wilkins, CEO dell’Associazione, “Through every downturn franchising has continued to hold a solid share in the market. We have seen networks unite and use collective resources to survive the impact of the pandemic. Many are now stronger businesses as a result.”

Il Franchising cresce nei momenti di crisi

Il Franchising cresce nei momenti di crisi. Lo sappiamo. Il boom in Italia è avvenuto già nel 2008, e in precedenza negli anni 90, quando il Franchising nel Nostro Paese non aveva ancora una forma legalmente compiuta (ammesso che oggi, al di là della preposta normativa, lo abbia in modo completo, come in altri Stati dell’Unione Europea o negli avanzatissimi – per il comparto – Stati Uniti). 

Questo sviluppo e il boost che ne deriva, in UK non sarebbero stati possibili se non vi fossero stati importanti finanziamenti bancari, lo sottolinea Wilkins “ the industry would not be where it is today without funding institutions such as HSBC UK. This £500 million SME fund for franchise businesses is a significant investment that will unlock the potential for thousands of people to grow in this diverse industry.”

Finanziare i franchisee inglesi per finanziare la ripartenza

È dal 2014 che colossi come HSBC hanno dato sostegno alla PMI britannica, con stanziamenti che hanno raggiunto i 75 miliardi di sterline, 14 dei quali solo durante la Pandemia. Serve sicuramente fiducia, che 500 milioni possono aiutare a dare, nel settore dell’affiliazione commerciale. Andy Brattesani fa ulteriormente riflettere quando afferma che “While it requires training and supporting of franchisees, franchising is capital-efficient and lower-risk compared to other methods. For franchisees, the model offers a more accessible way of starting a business, using a tried and tested concept.” 

Il franchising è efficiente in termini di capitale a basso rischio. I franchisee hanno un modello più accessibile per avviare un’impresa. Un concetto importante, che molti franchisor italiani talvolta dimenticano, alla ricerca dell’opportunità di scalare a tutti i costi la loro idea di base. La vera sfida, oggi, dopo quel 2008 già citato, è che nel nostro Paese, dove se andiamo ad analizzare i numeri il franchising non appare così florido e solido, possiamo davvero avere una nuova alba anche per il settore dei business multisede. 

Franchising in Regno Unito VS Franchising in Italia

In Italia, per riprendere i numeri, sfioriamo i 26 miliardi di euro, con poco più di 150 mila persone impiegate ma le imprese sono ancora di poco superiori alle 1000 unità, di cui pochissime sono straniere. La burocrazia italiana non aiuta lo sviluppo e la normativa sul Franchising, lo acclamano da più fronti gli addetti del settore, andrebbe rinfrescata. 

I dati sul franchising sono di difficile reperimento, in un contesto in cui vi sono diversi interlocutori ma non esiste un punto di vista univoco e le associazioni di categoria sono spesso in contrasto tra loro. L’articolo del 17 luglio 2020 di Repubblica sul Franchising fotografa la situazione, con attenzione alle opportunità di sviluppare i franchising, in particolare, per il sud (si veda a tal proposito l’intervento alla Fiera del Franchising di Napoli). 

Le banche, d’altro canto, rispondono solo in parte al bisogno di espansione e i grandi gruppi vincono sulle piccole realtà in termini di accesso al credito. Manca sostanziale comprensione di questo tipo di business e lo Stato non aiuta lo sviluppo delle imprese, se pur l’avvento di Draghi abbia fatto ben sperare. 

Una nuova era per il Franchising in Italia

Ci auguriamo che presto si possa avere un comparto bancario attento al settore e capace di assorbirne le richieste di sviluppo. Il timore odierno è che molti dei TFR di chi perderà il lavoro vengano distruiti su reti poco solide e non altrettanto promettenti per gli investitori, se pur, anche guardando oltremanica, la speranza sia sempre l’ultima a morire.

Ai posteri, come al solito, l’arduo compito di mostrarci se il cambiamento avverrà (e se il Franchising esploderà nuovamente in Gran Bretagna).

 

Per l’articolo completo sul supporto ai franchising di HSBC ecco il link di Elite Franchise Magazine.

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